Ci troviamo in Toscana, una Toscana di confine con la Romagna, l'Umbria, le Marche e la vicina Repubblica di San Marino. Una terra di profonde tradizioni storico-culurali. La natura, il paesaggio unico e sempre diverso in ogni stagione, mai uguale. Il territorio del comune di Badia Tedalda è ricco di terrecotte invetriate attribuibili alla scuola dei Della Robbia. Nella Chiesa monumentale di San Michele Arcangelo a Badia Tedalda ne possiamo ammirare alcune tra le più belle recentemente restaurate.
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| RISERVA NATURALE ALPE DELLA LUNA | ABBAZIA S.MICHELE ARCANGELO - BADIA TEDALDA |
L'Oasi Cocchiola si trova naturalmente al centro di un fulcro di interesse turistico, culturale, naturalistico e gastronomico. Da qui, cogliendo l'essenza della pace e del relax, si possono visitare nell'arco della giornata mete di attrazione indiscussa:
PARCO NATURALE DEL SASSO DI SIMONE E SIMONCELLO
A circa 25 Km. Il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, di 4.847 ettari, è situato nella Provincia di Pesaro, ai confini con l'omonima riserva naturale toscana che ricade nel comune di Sestino (AR); compreso nell'antico territorio del Montefeltro, dista 40 km dalla costa romagnola. Il paesaggio, collinare-montuoso, è interessato dai rilievi dei Sassi Simone e Simoncello, Monte Canale, Monte Palazzolo con quote comprese tra i 670 m s.l.m. e i 1415 m s.l.m. del monte Carpegna, vetta del parco e spartiacque tra la Valle del Foglia e la Val Marecchia.
A circa 30 Km.
Il monte della Verna
entra nella storia dei grandi luoghi santi
del mondo grazie a un incontro che avvenne
nella primavera del 1213 tra Francesco
d’Assisi e il Conte di Chiusi in Casentino,
Orlando Catani. Il Conte trovò molta luce
nelle parole del Santo, e volle perciò
fargli un’offerta che gli pareva adatta al
suo voler essere tutto di Dio, ed alla sua
ricerca di solitudine:"Io ho in Toscana
uno monte divotissimo il quale si chiama
monte della Verna, lo quale è molto
solitario e salvatico ed è troppo bene atto
a chi volesse fare penitenza, in luogo
rimosso dalle gente, o a chi desidera fare
vita solitaria. S’egli ti piacesse,
volentieri Io ti donerei a te e a’ tuoi
compagni per salute dell’anima mia."
L’offerta piacque a Francesco. Poco tempo
dopo mandò due suoi compagni a vedere e,
avuto conferma che quanto il conte diceva
corrispondeva a verità, accettò il monte con
grande gioia.
Così la Verna divenne uno dei romitori nei
quali ogni anno egli amava passare
prolungati periodi di ritiro. Non sappiamo
quante volte vi sia salito. Conosciamo
invece i fatti della quaresima di S. Michele
che vi passò sul finire dell’estate del
1224. Sarebbe stata questa la sua ultima
sosta alla Verna. Era stanco e ammalato. Per
lui era cominciato come un nuovo itinerario
di intimità col suo Signore. Alla Verna,
nelle sue notti di preghiera, di solitudine
e di rapimento: ebbe il coraggio di
chiedere: di provare un po’ dell’amore e del
dolore che Gesù Cristo sentì nei momenti
della sua Passione, Morte e Risurrezione. Fu
esaudito e, intorno alla Festa
dell’esaltazione della Croce (14 settembre),
il suo corpo fu segnato delle stesse piaghe
del Crocifisso. Nelle sue mani e nei suoi
piedi si formarono delle escrescenze a forma
di chiodi. Mai la storia aveva narrato un
fatto simile. La liturgia della Festa delle
Stimmate (17 Settembre) applica a lui le
parole di S. Paolo: Sono stato crocifisso
con Cristo e non sono più io che vivo, ma
Cristo vive in me...difatti io porto le
stigmate di Gesù nel mio corpo (Gal 2,20;
6,17).
SORGENTI DEL FIUME TEVERE
"Qui nasce il fiume sacro ai destini di Roma".
Essa fu posta il 15 agosto 1934 in località "Poggio delle Sorgenti" in occasione dei lavori di bonifica e rimboschimento delle sorgenti del Tevere. Inizialmente la stele era ornata con tre fasci littori, che furono in seguito levati. Le sorgenti si trovano immerse in una faggeta, in cui si trovano anche alberi di età secolare che, con la loro maestosità, rendono ancora più magico l'ambiente circostante.
CAPRESE MICHELANGELO
A circa 28 Km.
Caprese Michelangelo è collocato
sulla dorsale appenninica, nell’area più
verde della Val Tiberina Toscana. Il
territorio, che raggiunge l’altitudine di
1415 metri nell’Alpe di Catenaria è attraversato da numerosi corsi
d’acqua confluenti nel torrente Singerna,
che si unisce al Tevere nel lago di
Montedoglio. Estesi boschi di faggi,
castagni e querce compongono ancora oggi uno
scenario incontaminato e rendono l’aria
particolarmente salutare. Il castagno,
chiamato da sempre “l’albero del pane”,
occupa un posto preminente nella storia e
nella civiltà di Caprese. Castagne e funghi,
insieme a tartufi, more, fragole e lamponi,
sono i frutti genuini di questa terra,
fondamentali per la sua economia. Nacque a
Caprese, il 6 marzo 1475, Michelangelo
Buonarroti, nel periodo in cui il padre
Ludovico vi svolgeva la funzione di Podestà.
Nel 1737, terminata la secolare epoca dei
Medici, il territorio passò sotto
l’amministrazione degli Asburgo-Lorena,
intercalata in breve, ma importante dominio
francese (1799-1814). Con il plebiscito del
1860, Caprese, come tutta la Toscana, entrò
a far parte del regno di Sardegna e poi
di’Italia. In questo periodo nuovo lustro
venne a Caprese dalla figura e dell’opera di
Giovanni Santini (Caprese 1787 – Noventa
Padovana 1877), astronomico e matematico
eminente nell’insegnamento e nella ricerca.
Con Regio Decreto del 9 Febbraio 1913, fu
aggiunto all’antico nome quello di
Michelangelo, a significare i natali che qui
ebbe il Sommo Artista.
ANGHIARI
A circa 35 Km.
Paese a
forte vocazione turistica, grazie anche ai suoi
incantevoli panorami, Anghiari vanta origini
antiche e si presenta al visitatore con un suo
caratteristico aspetto medievale, posizionato su
di una altura a dominio della valli del Tevere e
del Sovara. Le pittoresche case in pietra, i
vicoli, le scale, le suggestive piazzette,
testimonianze di valori storici tramandati
attraverso i secoli.
Di certo fu durante il Medio Evo che Anghiari
assunse la massima importanza soprattutto per
l'evidente posizione strategica: si trova
nominato per la prima volta in una pergamena del
1048, conservata nell'archivio di Città di
Castello, anche se i primi insediamenti furono
in epoca romana.
Dominio dei Signori di Galbino prima e dei
Camaldolesi poi, il paese vide uno dei momenti
più importanti della sua storia nella Battaglia
di Anghiari che, il 29 giugno 1440, segnò la
vittoria delle truppe fiorentine, alleate con il
papa sull'esercito milanese.